lunedì 13 novembre 2017

Life is life (nanananana)

Cara Malù,

son giorni fradici di pioggia e di lacrime. 
Son giorni di preghiere, di candele accese e di attesa di un segno come risposta.
Son giorni di cioccolate calde e piumoni, di caloriferi accesi e calzettoni. 
Son giorni in cui fuori senti un clima ostile e ringrazi per la tua casa accogliente.
Son giorni di scontri e chiarimenti, di parole che finalmente sgorgano fuori dalla gola e ti fanno sentire leggera.
Son giorni di mal di testa e pensieri opprimenti, di bisogno di solitudine e di coccole di bimbo
Son giorni di consapevolezze dopo lo sbilanciamento, di occhi stanchi di luce artificiale e desiderosi di bellezza.
Son giorni in cui vorrei rivoluzionare la mia intera vita, vorrei essere ricca, desiderabile e interessante. E poi no.
Son giorni in cui annaspo nell'attesa e perdo la pazienza.
Son giorni in cui recupero un rapporto per perderne un altro.
Son giorni in cui tutto pare immobile.
Son giorni inconcludenti nei quali mi perdo in rete senza averne reale motivo.

mercoledì 25 ottobre 2017

Ho provato a smettere di danzare..

Cara Malù,

giuro che io ci ho provato a smettere di danzare

La prima volta è stata quando avevo circa 8 anni: una bimba secca e fastidiosa come una zanzara mi aveva tormentata per tutto l'anno prendendomi in giro per il mio grasso corporeo..non era l'unica,  perché si sa che una bimba tonda a danza classica non può evitarsi certe battute, ma sicuramente la più accanita di tutte. E così decisi di smettere. Ma mia madre e mia zia mi misero alle strette e quando sputai fuori il rospo ne parlarono con la direttrice e tutto fu sistemato e io continuai con rinnovata fiducia.

La seconda volta è stata in terza media: sulle punte proprio non riuscivo a starci. Non era solo questione di peso perché altre mie compagne pesantucce riuscivano perfino a saltarci su. Ero io, il mio corpo, le mie ginocchia, i miei piedi, non so. Non riuscivo a starci. E dopo un saggio che per me fu un po' umiliante, provai con un anno di pallavolo. Una noia mortale. E niente, trascorsi quei 12 mesi mi iscrissi a danza jazz dove trovai la mia dimensione più autentica, anche perché avevo provato un dolore sincero nel vedere il saggio delle mie ex compagne da mera spettatrice, seduta per la prima volta tra il pubblico. Un dolore che ricordo ancora oggi.


martedì 17 ottobre 2017

Buon compleannombo!

Cara Ciombo,

avrei voluto farti un regalo diverso per il tuo compleanno(mbo), farti arrivare un pacco a sorpresa che ti facesse sentire un po' speciale, arrivare da te senza preavviso, ridere insieme come solo noi sappiamo fare, con tutto il corpo e tutta l'anima

Purtroppo stavolta va così. Il periodo è quello che è e il mio regalo di compleanno(mbo) è un semplice post.
Raccolgo pensieri da mettere nero su bianco, seppure tramite la tastiera di un pc, in cucina, immersa nel prezioso silenzio della sera, una candelina accesa sul mio altarino, che alla fine la quasi buddista lo sono diventata io, una tisana limone e zenzero a ricordarmi dei nostri thè di mezzanotte (ok, delle quattro del mattino) dopo una serata a ballare, solo noi due e le nostre confidenze.

martedì 19 settembre 2017

Le lenti dei miei occhiali

Cara Malù,

il Piemontese non si capacita di come possa vederci bene guardando il Mondo attraverso le lenti unte e bisunte dei miei occhiali. In effetti sembra che non siano mai state lavate in vita loro e intere tribù di acari della polvere si sono insediate felicemente lì sopra costruendo villaggi, strade e autostrade a quattro corsie. 
Non li vedete ma ci sono..

Così, visto che lui soffre proprio a vedermi con le lenti degli occhiali sporche, ogni tanto me li strappa dal naso e le lava col sapone dei piatti.

Anche se odio dargli ragione, devo ammettere che dopo il Mondo torna a essere pieno di colori e la nebbia fumosa che pare avvolgermi anche in piena estate sparisce e mi viene da sorridere.

mercoledì 13 settembre 2017

E falla 'sta c***o di domanda!

Cara Malù,

lo sai che non si deve aver paura di chiedere spiegazioni quando non si capisce qualcosa ma che anzi fare domande intelligenti può essere la chiave del successo?

Tu lo sai, io lo so, eppure al terzo anno di superiori ho smesso di fare domande, di alzare la mano, di dire la mia se non direttamente interpellata. Me lo fece notare la mia insegnante di storia e filosofia una mattina durante la ricreazione: " Ma com'è che tu che avevi sempre la mano alzata ora non partecipi, non chiedi mai niente, non parli?". 
Sinceramente non mi ricordo la risposta ma sono certa che neppure io sapessi il perché.

Oggi, a 34 anni suonati, una laurea e un'abilitazione alla professione forense dopo, mi rendo tristemente conto che 'sto blocco non m'è passato. Io in pubblico non riesco ad alzare la mano e a fare domande. Mi vergogno. Mi sento avvampare al solo pensiero. Mi sento la bocca che s'impasta.


Il 28 ottobre inizierò la scuola di Milano "Risvegli Maria Fux" per diventare danzaterapista. Ecco, tra i miei obiettivi c'è quello di ricominciare ad alzare la mano, a fare almeno una c...o di domanda e a "sentire" che non c'è niente di cui vergognarsi, che sono un essere umano, che se non capisco qualcosa è NORMALE (ah, che liberazione al sol pensiero!) e fanculo alla perfezione!

lunedì 26 giugno 2017

Vado giù per tornare a sorridere.

Cara Malù,

lo scorso stage di danzaterapia ha smosso delle...robe.
Abbiamo ballato i nostri nodi fino a scioglierli e scavato un po' dentro noi stessi, giù, giù dove non batte il sole ma le parti intime cui faccio riferimento sono quelle dell'anima
Abbiamo toccato le corde nude dell'anima.

E mentre testavo per l'ennesima volta il coraggio di fare una scelta così impegnativa, che mi porterà a togliere risorse economiche e fisiche alla mia famiglia senza la certezza di un lavoro remunerativo, ho iniziato a correre sulle montagne russe emotive che ti fanno sentire "Yeeeee, spacco il mondoooo" e poi "Ma che cazzo sto facendo, sono una pazza sognatrice egoista e pure una madre e una compagna pessimaaaa" e poi di nuovo "Chemeravigliadiscuolaiosonoacasaaaaa", e così via.

Tuttavia non ho sentito particolari effetti nell'immediato.

sabato 17 giugno 2017

Avrai

Cara Cif,

poche sono le cose a questo mondo capaci di buttarmi giù dal letto prima delle sei: la mattina di Natale, le gite scolastiche, i viaggi, il mal di pancia, il pianto di mio figlio. Qualsiasi cosa a cui tengo moltissimo e sono eccitatissima di fare o a cui sono costretta ad arrendermi mio malgrado.

Ho scoperto oggi che tu sei una di quelle cose. Quelle del primo gruppo, per intenderci. Quelle cui tengo evidentemente moltissimo.

lunedì 15 maggio 2017

"Tu ti annoi a giurisprudenza"

Cara Malù,

per caso ti ricordi della meravigliosa Prof. di lettere del liceo? Quella che riuscì, arrivata alla soglia dei 16 anni di vita, a farmi odiare il mio modo di scrivere e mi convinse di essere del tutto priva di qualunque possibile dote artistica, nonché di fantasia, paragonandomi a una Sfinge che rimane sempre impassibile e immobile nel suo banco e all'aridità del deserto sub-sahariano?

Quella lì, sì, quella che sembra la stilista del film Disney "Gli Incredibili" con la voce ancora più roca di Amanda Lear.
Lei, per intenderci..

mercoledì 3 maggio 2017

Una volta l'anno, il compleanno!

Cara Malù,

ci risiamo. Volevo fermarmi ai +30 invece son giunti, non invitati, i +34.

Ormai la tinta è diventata un obbligo e non un vezzo e da qualche mese ho iniziato a estirpare peli bianchi dalle sopracciglia. Le creme antirughe mi chiamano dagli scaffali delle profumerie e il mio contorno occhi risponde incazzato "non vi dà rettaaaaaa, è pigraaaaa, è tirchiaaaaa, aiutoooo inizio a collassareee".

Già.

mercoledì 26 aprile 2017

Tata Pia

Cara Malù,

Tata Pia se n'è andata da cinque minuti e oggi è stato il suo ultimo giorno con noi.
Sì, lo so, non è morta; sì, lo so, non è partita per la guerra; sì, lo so, abita a circa venti minuti in macchina da Sampierdarena (in realtà col traffico possono diventare quaranta); sì, lo so, ci rivedremo presto, del resto si dice sempre così; sì, lo so, Lorenzo starà con la sua adorata nonna paterna e poi a settembre inizia l'asilo. Però mi viene da piangere. E ho il magone. E son qui in cucina a ricacciare indietro le lacrime bevendo caffè d'orzo col latte e azzannando una brioche alla marmellata per consolazione che Lorenzo non deve vedermi, che lui non ha capito bene che ci sarà un distacco e forse neppure ne soffrirà.
Ma tu sai cos'è stata per me Tata Pia? L'ho conosciuta nel momento di peggior crisi della mia vita da madre imperfetta, quello in cui avevo per figlio un indemoniato la cui nonna non riusciva a reggerlo più e mi caricava di ansia per le stranezze di questo bambino impossibile; quel momento in cui stavo bene solo in studio (il che è tutto dire..) e avevo l'ansia a varcare la porta di casa; quel momento in cui mi pareva impossibile trovare una persona che non fosse semplicemente alla ricerca di un lavoro qualsiasi ma volesse davvero fare la tata a mio figlio.
E "per caso" mi hanno fatto il suo nome; lei che abita dall'altra parte della città e impiega quasi un'ora di treno per arrivare da noi, una persona di esperienza, pacata, calma, mai sopra le righe, apparentemente fredda ma, me ne rendo conto subito, solo con gli adulti. Con Lorenzo è dolcissima, entra in sintonia con lui dopo pochi giorni e diventa ben presto il mio punto fermo; neutralizza ogni mia ansia, so che riesce a gestirlo nel migliore dei modi, con la calma che un bimbo emotivo, testone e incazzoso come era il Vichingo un anno fa necessitava per rasserenarsi. E io mi rasserenavo con lui. Dopo le ansie trasmessemi da mia madre, ecco questo angelo che pare provare davvero il piacere di stare con mio figlio, che non vede in lui niente di strano, né più né meno di altri bimbi piccoli e mi trasmette ottimismo. Ottimismo, capisci, quella parola sconosciuta nella mia famiglia d'origine!! E si affeziona a lui. E lui a lei. Lo capisci da come si guardano, si abbracciano, giocano, si baciano. Ha condiviso con noi le prime camminate, le prime parole del Vichingo. E poi i suoi discorsi buffi. Ed è tutto un Tata Pia di qua, Tata Pia di là, evviva Tata Pia.
E oggi quel "anche a me mi mancherà mamma", forse detto come riflesso ai miei sospiri oppure..già, forse si rende conto che la rivedremo ma non più come prima. Non sarà più tutta solo per lui.

Arrivederci Tata Pia, non avrei potuto trovare aiuto migliore nell'affrontare questi due, difficili anni e se il mio Lorenzo oggi è un bimbo sereno che pare riuscire a superare ogni sua paura e a smussare, pian piano, gli aspetti più spigolosi del suo carattere lo devo anche a te che sei stata un'altra nonna, forse più preziosa perché priva di quell'emotività che porta inevitabilmente allo scontro.
A presto (e non perché si dice sempre così).



mercoledì 12 aprile 2017

Leggera!

Cara Malù,
la luna piena se n'è iuta (n.d.r. è passata) e con lei buona parte dello scazzo che mi portavo addosso ieri.


venerdì 7 aprile 2017

Ho tutto quello di cui ho bisogno.

C'è tutta la vita di cui ho bisogno negli occhi di mio figlio.
C'è tutto l'amore di cui ho bisogno nell'abbraccio di mio marito.
C'è tutta la passione di cui ho bisogno in quello zaino preparato per lo stage di domani.
C'è tutta l'evasione di cui ho bisogno in quel biglietto per Milano.
C'è tutta l'allegria di cui ho bisogno nei giochi con i miei nipoti.
C'è tutta la fiducia di cui ho bisogno nel vederli crescere uniti al loro cugino Vichingo, loro che si cercano come compagni di gioco e fanno parte della stessa famiglia, come fratelli.
C'è tutta la leggerezza di cui ho bisogno in una giornata che devia dalla routine quotidiana perché ho preso il bus sbagliato e sono capitata dalle parti del ristorante della mia amica Katia e allora ci si prende un caffè insieme e si passeggia per i vicoli.
C'è tutto il calore di cui ho bisogno in un pranzo al sole, nella piazzetta del Carmine, da sola e in compagnia di un libro, ad abbronzare solo il viso e gli avanbracci.
C'è tutta la libertà di cui ho bisogno nel programmare un viaggio a Firenze per rivedere il Ciombo e abituare il Vichingo alla bellezza di scoprire posti lontani da casa.
C'è tutto il tempo di cui ho bisogno nelle mattine in cui non mi giro dall'altra parte maledicendo la sveglia ma l'assecondo e porto il deretano fuori dalle lenzuola.
C'è tutta la felicità di cui ho bisogno nel primo "ti voglio bene mamma" lanciatomi contro da mio figlio alle cinque del mattino e che mi colpisce all'improvviso lasciandomi inerme e inebetita, quasi a volermi chiedere scusa per il risveglio brusco causa strabordo di pipì. 
C'è tutto l'insegnamento di cui ho bisogno negli attacchi dei miei colleghi alle iniziative altrui, mi ricordano che alcune regole sono fatte per essere infrante e alcune critiche per essere ignorate e che spesso si impiega più energia a tentare di distruggere il lavoro degli altri che non a migliorare il proprio.
Ci sono tutte le opportunità di cui ho bisogno dentro di me. Si tratta solo di metterle a fuoco e agire.

Se volete un'ispirazione, vi consiglio di guardare il film "Il diritto di contare"


lunedì 27 febbraio 2017

Sarà quel che sarà

Cara Malù,

sto ricominciando a scrivere di getto, a mano, su quaderni di diverso genere.

Non so se significherà la chiusura di questo spazio virtuale, non ho voglia neppure di chiedermelo per ora. So solo che ho bisogno di intimità e di affidare i miei pensieri al foglio di carta senza alcun filtro, così come facevo da ragazzina, così come ciclicamente sono sempre tornata a fare.

Sto leggendo parecchio in questo periodo, tutti libri di crescita personale. Vi lascio qui i titoli che magari possono aiutarvi a superare un periodo in salita o semplicemente a essere ancora più felici di quanto non siate già:

mercoledì 4 gennaio 2017

#cosecheamosenzasapereilperché: le Pippe Riunion

Cara Malù,
ormai non è dicembre e non è Natale senza una Pippe riunion a Milano. 
Che detto così, penserai chissà cosa. 
In realtà, il nome "Pippe" deriva da "Pippa Middleton", sorella della più famosa Kate, la quale si è sposata un anno prima di me e ha ricevuto come anello di fidanzamento il mio stesso anello, o forse sono io che ho ricevuto il suo stesso anello anche se di dimensioni notevolmente inferiori. Pertanto, all'epoca era lei la sposa del momento e io divenni la Kate del gruppo; visto che Pippa era la sua prima damigella, loro divennero le mie Pippe.