lunedì 15 agosto 2016

Lettera ad un Pirata.

Caro Raf,

che tu sia il mio ometto tutto speciale già lo sai. O forse non lo sai abbastanza. Ti vedo troppo poco, ti dedico troppo poco tempo, me ne rendo conto. Mi stai crescendo davanti agli occhi senza che io me ne accorga, presa dal tuo cugino vichingo e dalla ricerca di un'identità che fatico ancora a tratteggiare. 

Ma che io ti ami profondamente e totalmente, questo è sicuro. M'innamorai di te dal momento in cui ti vidi dormire sulla pancia di tua madre, che lei c'aveva lo scazzo post parto e io la commozione da zia alle prime armi. In fondo, se il Vichingo esiste è anche un po' merito tuo perché sei stato il primo a farmi pensare che forse potevo dedicare la mia vita anche a qualcun'altro che non fosse me stessa. Tu e la tua dolcezza di bimbo cicciottoso e profumoso di lattosio. 

Per questo tuo quarto compleanno il vero regalo lo hai fatto tu a me e a tuo zio dicendo che ci vuoi un bene grande grande. E visto che sei un pirata molto riservato, in realtà lo hai confidato a tua madre che immediatamente me lo ha riferito perché tu non ne volevi sapere di mostrarti un po' sentimentale. 

Buon compleanno mio pirata Rum&Pera, auguri al tuo sorriso luminoso, ai tuoi occhi verdi, alla tua inesauribile energia, al tuo bisogno di solitudine quando ti girano non poco e alla voglia di giocare al parco con i tuoi amici senza stancarti mai, alla tua passione appena nata per la fotografia e al coraggio con cui ti butti a capofitto in ogni nuova avventura. 

La tua zia Sere.





mercoledì 10 agosto 2016

Un risveglio lento...

Cara Malù,

io amo i risvegli lenti. Quelli nei quali puoi rimuginare sui tuoi sogni notturni per almeno dieci minuti standotene distesa nel letto per poi impiegarne altri cinque a stiracchiarti; quelli nei quali puoi farti una colazione di venti minuti preparando con cura il cappuccino e scaldandoti la brioche nel fornetto, leggendo un libro, ascoltando Tutto Esaurito su 105 o scrivendo un post, come in questo momento. Amo poter rimanere in pigiama fino a che non si è finito e digerito tutto, in silenzio, ascoltandomi un po'.

lunedì 25 luglio 2016

#cosecheamosenzasapereilperché: Il rumore delle bolle di sapone

Cara Malù,

quando ti ritrovi perennemente alle calcagna di un piccolo Vichingo..anzi..quando ti ritrovi perennemente un piccolo Vichingo alle calcagna perché è estate, tutti ti mollano e ti dai al telelavoro fino a settembre, magari da casa dei suoceri in campagna, ma solo in quelle (poche) ore dedicate al pisolino, vieni catapultata in un mondo che non ti ricordavi più esistesse.

Il Vichingo spessissimo mi implora (...ordina...) di fare le "bbolle, bbolle, mamma, bbbbooolle", sfoderando un accento lievemente barese che non capisco bene da dove possa essere uscito.

Così, faccio bolle finché non mi gira la testa. Hai mai fatto caso al rumore che fanno le bolle di sapone quando toccano terra? Fanno proprio "pok, pok" ma con un tono più acuto, come fosse un campanellino ovattato. Soprattutto se ne scoppiano decine all'unisono. Quasi il suono che nei cartoni animati attribuiscono al battere d'ali di una fatina. 

immagine tratta dal web

immagine tratta dal web

Oggi il mio piccolo Vichingo compie due anni. Oggi farò più e più bbbolle solo per vederlo sorridere, che ha un sorriso esaltante, coinvolgente e meravigliosamente rumoroso. Trilla anche lui come il battito d'ali di una fata e mi riporta alla vita, quella vera, quella in cui è possibile ridere anche solo per lo scoppio di una bolla di sapone. In effetti, io l'avrò partorito ma lui mi ridà un po' di vita ogni giorno. 

Buon compleanno amore mio, auguri ai tuoi capelli rossi, ai tuoi occhi verdi, alla tua cicciosità, alla tua risata argentina, ai tuoi discorsi sconnessi dove alle parole complete si mescolano ancora gorgheggi infantili, a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei.


immagine tratta dal web



venerdì 15 luglio 2016

Photograph

Cara Malù,

come sempre faccio quando capitano avvenimenti che mi sovrastano, che sovrastano tutti noi, preferisco non entrare nel merito della vicenda perché questi dibattiti li lascio ai politici, agli studiosi, a chi, più in generale, ha una cultura superiore alla mia ed è in grado di darsi risposte più complete.

Come sempre faccio, ormai troppo spesso, da quando è iniziata questa guerra intermittente, fatta di attese e di prevenzione evidentemente inefficace, mi limito a condividere un po' di amore.

sabato 9 luglio 2016

Tornai...

Cara Malù,

grazie a Dio le sette notti e gli otto giorni di fuoco in quel della Nuova Fiera di Roma, con b&b a Fiumicino e zanzare che manco nella Lomellina, sono finiti.

mercoledì 15 giugno 2016

Oggi succede che...

Cara Malù,

oggi succede che dico a mio padre della tua esistenza e la risposta è quella che ha sempre riservato a qualunque iniziativa considerata a priori stupida perché frivola e inutile, come se a sognare e a impiegare il tempo con leggerezza si finisse dritti, dritti negli inferi: il silenzio, l'assenza di domande in merito, le labbra lievemente tese in un sorriso increspato e gli occhi che sussurrano "BAH".

Oggi succede che su FB postano l'ennesima foto di bimbi cadaveri, uccisi in una qualche guerra, condivisione che non avrà altra conseguenza se non quella di farmi trattenere le lacrime e farmi spegnere il pc. E mi sono ritrovata a pensare che il nostro corpo dovrebbe dissolversi in mille coriandoli colorati per seguire immediatamente la sua anima così da non lasciare nella mente delle madri e dei padri e di qualunque altro essere umano che si ritrovi a piangerlo l'indelebile ricordo del suo cadavere; che per quanto vi possiate sforzare di visualizzare solamente i momenti in cui quel bellissimo corpo era piena di vita, vi rimarrà la cicatrice bruciante dello stesso freddo e gonfio, vuoto e finto e, per chi ha la disgrazia di morire di morte violenta, segnato dalla crudeltà dell'uomo o del destino. E se devo pensare a un genitore che si ritrovi davanti alla vista del sangue del proprio sangue esanime (che non esiste corpo più vivo di quello di un bimbo), bè, vorrei davvero capitasse come in non mi ricordo quale film nel quale si svanisce immediatamente al momento della morte.

Oggi succede che mi sento una madre migliore di quanto non mi sentissi ieri perché incoraggerò mio figlio a non ritenere mai ridicoli i propri sogni e mai troppo grandi per lui. Certo, continuerò ad avere difficoltà anche solo a preparare un semplice soffritto..ma non si vive di solo cibo e un giorno lui lo apprezzerà.


Oggi succede che non riesco a non scriverti, Malù, anche nel bel mezzo della lettura dell'ennesima, pallosissima dispensa che non posso non conoscere per raggiungere la tanto agognata meta. Perché la Bis non se la passa proprio bene e potrebbe avvicinarsi il momento in cui dovremo fare a meno di lei. Dei suoi sorrisi, dei suoi rimproveri, della tivù a tutto volume, delle calzette di lana colorate ad Agosto, della torta allo yogurt, dei suoi consigli, dei suoi racconti infiniti. Ma non ci voglio pensare e voglio solo abbracciarla il prima possibile. 

Oggi succede che mi voglio bene, alla faccia di chiunque altro. E voglio bene alla mia vita. E ne sono infinitamente grata.

lunedì 30 maggio 2016

Che continua a capitarmi ultimamente

Cara Malù, 

continuiamo a sparpagliare pensieri sui flash di questo periodo. Se ti va, puoi leggere la prima parte qui.
Iniziamo: